Giugno: Wangari Maathai, la Sirena del Mese

Giugno sa di terra scaldata dal sole, di piogge che nutrono, di alberi che danzano lenti al vento d’estate. È il mese in cui la natura si fa maestra, e ci ricorda che ogni cosa cresce solo se ha radici forti e mani che la custodiscono. In questo tempo di luce piena, voglio fermarmi a ricordare una donna che ha fatto della cura un atto di resistenza e rinascita: Wangari Maathai.

Wangari è stata la prima donna africana a ricevere il Premio Nobel per la Pace. Ma prima ancora era una figlia della terra. Una scienziata, un’attivista, una madre. Ha fondato il Green Belt Movement in Kenya, piantando milioni di alberi, ma anche dignità, futuro, speranza. Perché ogni albero era un gesto contro la desertificazione, contro la povertà, contro l’invisibilità delle donne.

Mi commuove pensare a lei che, mentre il mondo parlava di profitto, parlava invece di radici. Che mentre tanti tagliavano, lei piantava. Che mentre molti si arrendevano, lei marciava, con le mani nella terra e lo sguardo alto. Wangari ha insegnato che la vera forza è lenta, ma incrollabile. Che la cura del mondo parte dalle piccole cose. Che ogni gesto quotidiano può diventare rivoluzione.

Giugno allora per me è questo: il mese del seme che rompe la terra. Del gesto piccolo che cambia il mondo. Della donna che non ha avuto paura di sporcarsi le mani per difendere ciò che amava.

Voglio seguirla, questa Sirena coraggiosa. Voglio piantare anch’io qualcosa: un gesto gentile, una parola che sostiene, un’idea che dà ossigeno. Voglio imparare a credere nel tempo lungo delle trasformazioni vere. Quelle che non fanno rumore, ma che restano. Come le foreste.

E voglio dire a tutte noi che la forza femminile è anche questa: la capacità di non rinunciare. Di continuare a piantare, anche quando tutto sembra secco. Di amare il mondo non solo con i sogni, ma con le mani.

A chi oggi si sente stanco, inutile, fuori posto: ricordati che sei terra fertile. Che dentro di te ci sono semi che aspettano solo cura e luce. E che ogni gesto d’amore per il pianeta, per l’altro, per te, è una forma di bellezza che resiste.

A tutte le donne che lottano in silenzio. A tutte le madri della terra, del cuore, dell’anima. A tutte le sirene che piantano speranza: buon giugno.

Con rispetto e forza,
Silvia


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